Parlare di separazione ai figli

In questa pagina, cercherò di rispondere ad alcune delle domande che spesso mi vengono fatte in studio dai genitori

Quando parlare ai bambini della separazione?
Prima di comunicare la notizia, è importante che i genitori, si diano l’opportunità di fare una pre-mediazione (circa 4-5 incontri). La finalità è quella di fare un bilancio personale, coniugale e genitoriale degli anni vissuti insieme, al fine di elaborare le motivazioni che hanno condotto alla separazione e le implicazioni emotivo-affettive connesse alla frattura della relazione.
In questa delicata fase, l’unica con uno sguardo rivolto al passato, il Mediatore ha come obiettivo principale quello di superare le rigidità presenti tra i coniugi, sostenendoli e dando loro fiducia nel fatto che riusciranno a superare le difficoltà, ed aiutarli a comprendere che le motivazioni che hanno portato alla loro scelta sono divise in 50% ciascuno. Parlare ai figli della separazione con questa consapevolezza li aiuta a creare le condizioni emotive migliori per affrontarla.
Cosa dire ai bambini?
Uno dei compiti delle coppie che si separano è perciò quello di spiegare ciò che sta avvenendo, con parole semplici e chiare, rassicurando i figli che continueranno ad essere mamma e papà, perché anche se si spezza il vincolo coniugale, l’essere genitori è in qualcosa di indissolubile.
Nel comunicare la notizia è preferibile essere chiari, ma non dilungarsi: generalmente i bambini sono troppo scossi per poter sentire altre spiegazioni.
Si tornerà sull’argomento in seguito, nei giorni seguenti, quando i figli avranno in un certo senso “digerito la notizia”, faranno sicuramente altre domande, è importante che i genitori siano loro accanto nel rispondere, nel rassicurarli rispetto alle loro paure “Papà se ne è andato.. te ne andrai anche tu?” Laura 7 anni, “Papà se ne è andato perché non mi vuole bene?” Mattia 8 anni, e nel chiarire che loro non hanno alcuna colpa per quanto è accaduto.
Come spiegare ai figli che avranno due case?
È importante spiegare ai bambini i cambiamenti, ci saranno due case, due camerette, doppi giochi, e possibilmente coinvolgere i figli nei momenti fondamentali, come andare a conoscere la nuova casa di mamma o papà o scegliere la propria cameretta. Se il bambino è piccolo può portare con sé un giocattolo o un peluche, particolarmente significativo (oggetto transazionale), per vivere più serenamente il passaggio da una casa all’altra, trasmettendo sicurezza e protezione.
Come dirlo?
E’ preferibile, se possibile, che la notizia venga data da entrambi i genitori insieme… sottolineando che è una decisione che hanno preso e maturato insieme. Questo elimina la possibilità che il bambino pensi “posso cercare di convincere mamma a cambiare idea”. Se i bambini avranno una spiegazione chiara e sincera delle ragioni che hanno portato i loro genitori a separarsi, allora potranno smettere di pensare di essere loro (come spessissimo accade) i responsabili della separazione, o potranno smettere di pensare che “sforzandosi” la famiglia potrà tornare unita, “Se faccio il bravo forse mamma e papà tornano a volersi bene” Alessio 7 anni.
Hanno bisogno di capire che, nonostante non vivano più con entrambi i genitori, essi rimarranno comunque legati a loro, e che entrambi i genitori li continueranno a seguire, a vedere, si occuperanno di loro, della loro educazione, andranno a scuola a parlare con gli insegnanti, gli accompagneranno dal pediatra, ecc.
Con i bambini più piccoli è preferibile alterare il meno possibile la loro routine (pasti, sonno, giochi all’aperto,…), che in momenti di turbolenza rappresentano dei punti di riferimento sicuri.
Quali strumenti per accompagnare i bambini nella comprensione di ciò che sta accadendo alla propria famiglia?
Accanto all’amore e alla presenza attenta dei genitori, uno strumento importantissimo sono le fiabe che, introducano psicologicamente e pedagogicamente i bambini al vissuto della separazione.
La fiaba cura la separazione fornendo a delle situazioni presenti difficili da accettare, quale può essere la separazione dei genitori, la speranza di un futuro migliore e felice.
Il brutto anatroccolo non deve perdere la speranza e disperare per la sua condizione, perché alla fine anche lui troverà la felicità diventando un bellissimo cigno. La fiaba, mette in rilievo il fatto che l’eroe nella fantasia e il bambino nella realtà, alla fine grazie a tutti i valori e principi positivi quali l’impegno, la forza, la tenacia, la generosità, la bontà, l’onestà, il coraggio, la buona volontà e soprattutto l’amore, riusciranno a superare tutte le difficoltà ed avversità della vita, raggiungendo alla fine la felicità e la serenità in quel “… e vissero tutti felici e contenti”. La fiaba, grazie al lieto fine, offre la speranza al bambino che, malgrado le avversità della vita, un giorno riuscirà ad essere vincente e superare tutti gli ostacoli proprio come i protagonisti che alla fine vivono felici e contenti.
Quali conseguenze per i figli di genitori separati?
Sia per i figli che per i genitori, la fase immediatamente precedente alla separazione, e quella subito successiva, costituiscono i periodi di maggiore stress. Spesso, durante la separazione, la comunicazione fra i genitori si interrompe, i figli possono essere lasciati all’oscuro, sperimentano la solitudine e, non sapendo che cosa sta succedendo si sentono confusi e spaventati.
I ragazzi non sempre reagiscono in modi che corrispondono alla loro età anagrafica e spesso la loro maturità emotiva e psicologica, la loro capacità di comprendere le emozioni viene sottovalutata.
È importante sapere che i bambini appartenenti a famiglie “divorziate” non sono in realtà più a rischio di malessere psicologico, rispetto ai bambini i cui genitori non hanno divorziato, ciò che fa la differenza è l’alta conflittualità tra i genitori, che danneggia lo sviluppo dei figli e genera in loro problemi emotivi e comportamentali.
Quindi è più importante che i genitori non siano in conflitto, piuttosto che siano insieme, questo è un aspetto importante che va a sfatare una credenza comune: stiamo insieme per il bene dei figli. In realtà, i figli riescono a cogliere la presenza o meglio l’assenza di amore, di complicità, di intesa tra i genitori.
Quali sono le emozioni vissute dai figli dopo la separazione?
Il senso di colpa è piuttosto frequente sia nei bambini, che negli adolescenti, si considerano causa di quanto sta avvenendo, complice nei bambini anche il pensiero egocentrico.
Un altro segnale di sofferenza è la rabbia, legato ad un vissuto di deprivazione, come la propria famiglia, e il senso di vergogna “Nessun altro in classe ha i genitori separati…” Massimo 9 anni.
Perchè è dannoso per un bambino avere dei genitori in conflitto?
Il conflitto prolungato tra i partner crea un clima familiare più teso, e i due genitori, occupati a litigare, a rivendicare il passato, sono meno disponibili con i figli, sono meno capaci di ascoltare i loro bisogni. Non di rado arrivano in studio bambini che mi dicono: “Sai papà, proprio non mi ascolta”. Luca 9 anni.
I bambini “che non sono visti”, non di rado possono arrivare a comportarsi “male”, a mettere in atto comportamenti problema a scuola, nel tempo libero, ecc., avere comportamenti regressivi, che ricordano le tappe evolutive precedenti, solo per catturare l’attenzione dei grandi.
Un altro rischio di conflitto elevato è quello di coinvolgere i figli nelle loro dinamiche sentimentali, di strumentalizzarli per “vincere” sull’ex partner attraverso di loro, di usarli come messaggeri o “spie”.
Inoltre, non dimentichiamo che due genitori costantemente in lite, portano il figlio a ritenere che quella sia la normalità dei rapporti tra coniugi, e modellerà su questo esempio, le sue relazioni future con la propria compagna/compagno, in una sorta di “trasmissione intergenerazionale del disagio familiare”.
Cosa chiedono i figli?
Quasi tutti i bambini e i ragazzi che ho avuto modo di incontrare nel mio studio, hanno sostenuto di aver sofferto molto per il disaccordo tra i genitori. “Sai, i miei genitori litigavano ogni sera e io mi chiudevo in camera con le cuffie alle orecchie, così non sentivo. Però era impossibile non sentire, dalla cucina, le grida e le urle”. Marco 8 anni.
Se è naturale e preferibile per i figli avere dei genitori uniti, tale richiesta viene meno quando vi è una forte conflittualità. Ad oggi, nessun bambino/ragazzo mi ha detto che era meglio prima della separazione, anzi tutti sostengono che vivere in una situazione non conflittuale ed armonica, indipendentemente dal fatto che i genitori stiano o meno insieme, è molto meglio.
Come separarsi “bene”?
Come abbiamo visto separarsi “bene” risulta un fattore estremamente protettivo per i figli, mentre la conflittualità familiare risulta un fattore fortemente dannoso per l’equilibrio emotivo dei figli.
Gli strumenti oggi disponibili per aiutare le famiglie in difficoltà possono essere, per i figli il sostegno psicopedagogico e per i genitori che si stanno separando la mediazione famigliare o il sostegno psicologico ai genitori singolarmente.
La mediazione familiare ha un ruolo fondamentale nella separazione, perché tenta di riportare l’attenzione dei due adulti sull’esercizio della funzione genitoriale.
La separazione determina un momento di forte confusione e smarrimento, i genitori si trovano impegnati a difendere i loro “interessi”, con il rischio che spesso i bambini “non vengono visti”, o addirittura siano invischiati in doppi messaggi o intrappolati in conflitti di lealtà.
La mediazione non cerca di passare dal conflitto al consenso, ma di gestire le contraddizioni trovando la terza via; è nel momento in cui le risorse emotive dei genitori sono maggiormente esasperate dal conflitto e dalle sue conseguenze, che i bambini hanno maggiormente bisogno di sostegno emotivo e di coerenza educativa da parte degli adulti.